La storia
Anche se viene attestato nelle cronache medievali solo a partire dal XVI secolo, alcune evidenze parrebbero attribuire al Pecorino del Monte Poro un’origine molto più antica, addirittura in epoca greco-romana.
La particolare conformazione della zona del Monte Poro, rigogliosa di pascoli ricchi di essenze vegetali caratteristiche quali biancospino, mirto, ginestra, lentisco e olivastro selvatico, solo per citarne alcune, è da sempre stata vocata alla pastorizia.
Secondo alcune fonti, furono anche i monaci basiliani provenienti dalla vicina Grecia, che si stabilirono in Calabria tra il IX e l’XI secolo, a diffondere e raffinare numerose tecniche agricole e artigianali, tra cui la caseificazione, in un contesto rurale fortemente orientato alla pastorizia.
Secoli di tradizione, artigianato e vita.
Queste conoscenze vennero poi ereditate dalle comunità della zona in epoca successiva a quella monastica, quando i contadini locali continuarono a tramandare oralmente e con la pratica quotidiana le tecniche tradizionali, passandole da una generazione all’altra.
Così i segreti della lavorazione del pecorino non sono mai andati perduti, trasferendosi dalle mani dei monaci a quelle dei pastori e degli agricoltori della zona nel corso dei secoli.
